Il D.L. n. 5/2023, recante «Disposizioni urgenti in materia di trasparenza dei prezzi dei carburanti e di rafforzamento dei poteri di controllo del Garante per la sorveglianza dei prezzi, nonché di sostegno per la fruizione del trasporto pubblico» ha nuovamente previsto la possibilità per i datori di lavoro privati – e per l’intero anno fiscale 2023 – di cedere ai propri dipendenti buoni carburante (o titoli equivalenti) sino ad un valore massimo di 200 Euro.

Quindi nel 2023 il dipendente del settore privato avrà in esenzione sul reddito di lavoro dipendente:

200 di buoni carburanti + 258,23 di beni/servizi di modico valore (art. 51, co.3 del TUIR comprensivo di beni e servizi modico valore/buono spesa/buono carburante/valori convenzionali di cui all’articolo 51, co.4 – ad esempio auto ad uso promiscuo/polizze assicurative rischio infortunio extra professionale) per un totale di 458,23 .

I 200 euro (D.L. 5/23 – art. 1) per l’esenzione previdenziale e fiscale non richiedono la generalità/categorie dipendenti (la generalità/categoria è richiesta dall’articolo 51, co.2 lett. f/fbis/f-ter/f-quater/d-bis ecc.), ma sono un ad personam (come l’articolo 51, co.3 del TUIR) e possono essere inseriti all’interno dei piani di welfare (sia welfare puro che welfare da conversione pdr).

Il limite di 200 euro sono un limite sul codice fiscale del dipendente in ragione anno e non sul singolo rapporto di lavoro.

Per cui nel caso in cui il dipendente abbia più rapporti di lavoro nell’anno 2023 (vedi rapporti contemporanei, ma anche rapporti che si succedono nel tempo) occorre che non percepisca da tutti i datori di lavoro complessivamente considerati più di 200 euro di buoni carburante.

Quindi i 200 euro sono un limite annuale sul dipendente.

A cura del Dott. Roberto Vinciarelli – Consulente del lavoro e Analista normativo

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