La Bussola del giorno – Accertamento d’ufficio

L’accertamento dell’Amministrazione finanziaria è basato sulla regolare presentazione da parte del contribuente della dichiarazione dei redditi ed è volta ad evidenziare incongruenze rispetto a quanto noto all’Agenzia stessa. Qualora il contribuente ometta di presentare la dichiarazione o la presenti nulla, l’Amministrazione ha facoltà di predisporre un accertamento d’ufficio regolato dall’art. 41, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600. Nell’accertamento d’ufficio il reddito viene determinato dall’Amministrazione complessivamente anche tramite la ricostruzione, per quanto possibile, dei singoli redditi delle persone fisiche sulla base di dati o notizie comunque raccolti o venuti a sua conoscenza e, vista la gravità della situazione, possono essere presi quali indicatori di reddito anche presunzioni semplici ovvero presunzioni prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza. L’unico limite disciplinato dal co. 3 del citato art. 41, è quello riferito ai redditi fondiari che vengono comunque determinati in base alle risultanze catastali. Da quanto sopra analizzato si deduce l’importanza di presentare sempre e comunque la dichiarazione dei redditi, anche se tardiva, per non incorrere nell’accertamento d’ufficio che potrebbe far emergere imponibile non realmente conseguito. A seguito della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di stabilità 2016), sono state apportate importanti modifiche all’art. 43 e 57, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, prevedendo nuovi termini per l’accertamento applicabili agli avvisi di accertamento relativi al periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2016 e ai periodi successivi.