L’art. 2, D.L. 13 marzo 1988 n. 69 ha introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 1988, un nuovo trattamento familiare per i lavori dipendenti, denominato “Assegno per il Nucleo Familiare” sancendo, al contempo, la cessazione degli assegni familiari, delle quote di aggiunta di famiglia di ogni altro trattamento familiare comunque denominato e della maggiorazione di cui alla Legge n. 79/83. La suddetta prestazione è stata caratterizzata, fin dalla sua istituzione, da una duplice funzione: quella di integrare il salario e quella di abbassare i maggiori oneri rappresentati dai carichi di famiglia. Beneficiario della prestazione è l’intero nucleo familiare e l’assegno compete in misura differenziata a seconda del numero dei componenti e del reddito complessivo dello stesso. Le prestazioni sono finanziate dalla contribuzione dei datori di lavoro, i quali provvedono anche alla loro erogazione. La Legge di Stabilità 2015, come misura a sostegno della famiglia, ha introdotto un assegno annuo di euro 960 per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2015 fino al 31 dicembre 2017, da corrispondersi fino al 3° anno d’età o di ingresso nel nucleo familiare a seguito di adozione. Il DPCM 27 febbraio 2015 definisce le modalità di presentazione della domanda. Inoltre, con la Legge 23 dicembre 2014, n. 190 viene introdotto il c.d. “Bonus per il 4° figlio” pari ad € 500 erogato direttamente dai comuni. L’INPS, con la Circolare 29 aprile 2016, n. 70, ha illustrato i criteri e le modalità per l’erogazione del bonus alle famiglie. Infine con la Legge di Bilancio 2017, L. 11 dicembre 2016, n.232, sono state introdotte due ulteriori agevolazioni: i premi di nascita e il Fondo di sostegno alla natalità.
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