Il regolamento UE n. 952/2013, afferente il Codice doganale UE in vigore e applicabile dal 1° maggio 2016, ha ridotto a tre i regimi doganali previsti dal Codice doganale comunitario del 1992, al fine di agevolare il commercio internazionale e la lotta antifrode, ed ha in particolare soppresso la categoria delle destinazioni doganali, alcune delle quali confluiscono ora in “sottoregimi doganali”.
L’accorpamento dei regimi doganali non ha, tuttavia, rivoluzionato le procedure doganali di immissione in libera pratica, circolazione, immagazzinamento e lavorazione delle merci “non unionali” e l’esportazione di quelle “unionali” previste dal Codice del 1992, che sono rimaste sostanzialmente immutate, in attesa delle semplificazioni informatiche previste e del nuovo regolamento di attuazione del Codice.

L’Agenzia delle Dogane, con la Nota del 19 aprile 2016, n. 45898 e con la circolare n. 8/D del 19 aprile 2016, fornisce una prima disamina delle principali novità introdotte dalla normativa doganale, con particolare attenzione a taluni profili di immediato impatto per gli Uffici delle dogane e per gli operatori. Al fine di tutelare gli interessi legittimi degli operatori economici e di garantire la validità delle decisioni adottate e delle autorizzazioni rilasciate in vigenza della pregressa normativa doganale dell’unione europea è stato previsto un periodo transitorio, fino al 1° maggio 2019, per consentire l’adattamento di tali decisioni e autorizzazioni alle nuove disposizioni giuridiche. Il progressivo adeguamento dei sistemi elettronici degli Stati membri alle nuove modalità operative avverrà, invece, presumibilmente entro fine 2020.

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